Seresto torna al centro dell’attenzione dopo un’inchiesta televisiva. Tra segnalazioni, indagini e risposte ufficiali, emergono interrogativi che meritano attenzione.
È uno dei prodotti più conosciuti per chi ha un cane. Un nome familiare, spesso consigliato e facilmente reperibile. Eppure, nelle ultime settimane, il collare antiparassitario Seresto è tornato al centro di un acceso dibattito, riaccendendo timori e domande tra i proprietari.

Seresto, il collare anti parassitario nella bufera. Davvero causa malattie e morte nei cani? Cosa sta accadendo – universo-cani.it
A sollevare il caso è stata un’inchiesta televisiva che ha riportato alla luce una vicenda complessa, fatta di segnalazioni, indagini internazionali e risposte ufficiali che non hanno mai del tutto spento le polemiche. Negli Stati Uniti, infatti, Seresto è da anni sotto osservazione per un numero elevato di segnalazioni legate a presunti effetti avversi sugli animali. Una situazione che, almeno finora, non ha portato al ritiro del prodotto, ma che continua a far discutere.
L’inchiesta televisiva su Seresto
Il tema è tornato alla ribalta grazie a un servizio andato in onda durante la trasmissione “Indovina chi viene a cena?” su Rai 3, condotta dalla giornalista Sabrina Giannini. L’inchiesta ha ricostruito quanto accaduto negli Stati Uniti. Dove migliaia di segnalazioni di consumatori sono finite all’attenzione dell’Environmental Protection Agency (EPA), l’agenzia federale che si occupa anche della salute animale.
Secondo i dati resi pubblici negli anni, già dal 2015 erano arrivate le prime denunce di effetti collaterali non esplicitamente indicati nel foglietto illustrativo: dermatiti, disturbi neurologici e, nei casi più gravi, la morte dei cani che avevano indossato il collare. Un report dell’EPA ha poi collegato quasi 1.700 decessi animali a oltre 75 mila segnalazioni complessive, includendo anche alcuni effetti riscontrati sull’uomo.
Seresto è basato su due principi attivi, tra cui l’imidacloprid, un insetticida il cui utilizzo in agricoltura è vietato nell’Unione Europea per i rischi ambientali, in particolare per le api. È proprio questo elemento ad aver alimentato dubbi e critiche, soprattutto negli USA, dove il caso è arrivato fino al Congresso.

Nel 2022 si è tenuta un’audizione ufficiale davanti a una sottocommissione della Camera dei Rappresentanti. Durante la quale sono emerse accuse di scarsa trasparenza e di una gestione poco efficace delle segnalazioni da parte dell’EPA. Solo nel 2023 l’agenzia ha pubblicato un’analisi scientifica aggiornata, stabilendo che il collare potesse restare in commercio, ma imponendo a Elanco – l’azienda che ha acquisito il prodotto da Bayer Animal Health – una comunicazione più chiara sui possibili rischi.
In Italia, la situazione appare molto diversa. Il collare è regolarmente autorizzato dal Ministero della Salute. Venduto senza ricetta e privo di aggiornamenti significativi nelle controindicazioni. Durante la trasmissione Rai sono state però raccontate alcune testimonianze di proprietari che collegano l’uso di Seresto a gravi problemi di salute nei loro cani, come crisi epilettiche o tumori. Si tratta, tuttavia, di denunce pubbliche non supportate da studi scientifici che dimostrino un nesso diretto di causa-effetto.
Nel comunicato ufficiale, l’azienda ribadisce che oltre dieci anni di dati e monitoraggi confermano la sicurezza del prodotto, approvato dalle autorità regolatorie di più di 80 Paesi. Secondo Elanco, il tasso di segnalazione degli eventi avversi è inferiore allo 0,2% a livello globale, con un’incidenza ancora più bassa in Italia.


